Royal Wedding: la festa deve essere per tutti

Castello di Windsor

Oggi è il grande giorno: il Royal Wedding del principe Harry, secondogenito di Carlo e Diana, con l’ex attrice americana Meghan Markle.
Anche chi di noi non legge i tabloid inglesi e guarda poco la colonnina dei gossip sui principali giornali italiani non avrà potuto fare a meno di venirne a conoscenza. Oltre alle notizie che ormai abbiamo letto tutti, ce n’è una passata un po’ più sotto traccia: il tema dei senzatetto di Windsor.

Nella cittadina se parla dall’inverno, con polemiche nate dopo che Simon Dudley, a capo dell’amministrazione locale, aveva detto che era necessario mandare via i senzatetto perché rovinavano l’atmosfera, facendo effettivamente una figuraccia e venendo criticato persino da Theresa May. Sulle prime quindi sembrava che gli homeless sarebbero rimasti al loro posto, ma anche il Time racconta che in queste ore la polizia sta cercando di farli spostare dalle zone vicino al Castello di Windsor.
Si aspetta l’arrivo in città di più di 100 mila persone, i controlli per la sicurezza sono rafforzati e la polizia ha spiegato che tutti verranno controllati e gli oggetti ingombranti non potranno essere portati in certe zone, quindi anche quelli appartenenti ai senzatetto.

Sembrerà una questione locale ma il National Audit Office ha sottolineato che la popolazione di senzatetto di Windsor è aumentata nettamente negli ultimi anni, così come è successo in tutto il Regno Unito: si parla di un aumento del 134% dal 2010. L’opposizione dà la colpa al partito conservatore, l’incremento sarebbe avvenuto dall’anno in cui hanno preso loro il potere e sarebbe legato ai forti tagli nella spesa pubblica.

Sembra una storia molto triste, ma il pragmatismo inglese ci viene incontro: l’organizzazione Homeless Our Concern della vicina cittadina di Slough è una di quelle che stanno cercando di gestire la situazione. Loro sono positivi: dicono che forse questa attenzione mediatica potrebbe aiutare a far conoscere il problema e aumentare l’impegno e le donazioni.
L’associazione ha sfruttato l’occasione e ha creato una “Lista Nozze alternativa su una piattaforma che consente alle persone di condividere le liste dei loro matrimoni. Si può contribuire comprando oggetti utili per aiutare i senzatetto, come libri, kit da barba e lavatrici. Dicono dall’organizzazione: “Harry e Meghan hanno detto che non vogliono regali ma preferiscono che le persone facciano beneficenza. L’abbiamo preso alla lettera. Perché loro non hanno bisogno di tostapane e asciugamani, mentre i nostri rifugi si!”.

Anche una associazione di Windsor, il Windsor Homeless Project, ha lanciato la campagna For Richer For Poorer, dove si possono acquistare gadget e memorabilia del Royal Wedding e si userà il ricavato per comprare vestiti, pasti e credito telefonico per chi ne ha bisogno.

Certo, tutti vorremmo vivere in un mondo dove non dovrebbe esserci bisogno di queste iniziative, ma intanto possiamo sfruttare tutte le occasioni possibili per avviare un cambiamento.

The post Royal Wedding: la festa deve essere per tutti appeared first on PeopleForPlanet.

https://ift.tt/2rRq3OI

Contro i tumori del seno, di corsa: a Roma torna la “Race for the cure”

Un fine settimana all’insegna della sensibilizzazione alla prevenzione e alla conoscenza dei tumori del seno. Torna a Roma Race for the cure, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia: iniziata ieri, andrà avanti fino a domenica 20 maggio. Quattro giorni di eventi e iniziative gratuite per la salute, lo sport e il benessere, all’interno di un Villaggio appositamente allestito al Circo Massimo, che si concluderanno con la ormai tradizionale corsa (o passeggiata, a scelta) tra piazza Venezia, Colosseo e Terme di Caracalla. L’evento, giunto alla XIX edizione, è organizzato dall’associazione Susan G. Komen Italia, che utilizza i fondi raccolti dal progetto per realizzare programmi di prevenzione a sostegno delle donne.

Il programma

Il programma della manifestazione prevede diverse iniziative gratuite all’interno del “Villaggio della Salute, dello Sport e del Benessere”, attivo fino alle 20 di domani, dove è possibile sottoporsi a consulenze specialistiche gratuite per la diagnosi precoce dei tumori del seno e delle principali patologie femminili, oltre che a sessioni pratiche di sport, fitness, yoga, qi-gong, meditazione, corretta alimentazione e pet therapy per incoraggiare l’adozione di stili di vita più sani e la protezione della propria salute (qui il programma). Un’area attrezzata per i bambini consentirà anche ai più piccoli di partecipare all’iniziativa, divertendosi. La mattinata di domenica 20  sarà invece dedicata alla tradizionale corsa, e dalla passeggiata, che celebreranno la conclusione dell’iniziativa.

Come partecipare

Per partecipare alla Race for the Cure 2018 ci si può iscrivere con una donazione minima di 15 euro che consente di ritirare borsa gara, t-shirt e pettorale, “ma ogni donazione superiore ci permetterà di fare ancora di più per la lotta ai tumori del seno“, precisano gli organizzatori: “Con una donazione di 25 euro si può offrire a una donna a rischio la possibilità di eseguire un’ecografia mammaria o un’ecografia ginecologica; con una donazione da 50 euro si può offrire a una donna a rischio la possibilità di eseguire un’ecografia mammaria e una mammografia, mentre con una donazione di 100 euro si può offrire a una donna a rischio la possibilità di fare uno screening mammario e ginecologico più completo (visita clinica, mammografia, ecografia mammaria, pap test ed ecografia pelvica)”. Sarà possibile iscriversi fino alle 9 della stessa giornata (per maggiori info sulle iscrizioni consultare il sito).

Non solo competizione

La gara competitiva si sviluppa su un percorso di 5 km ed è riservata ad atleti (età minima 16 anni) che svolgano attività agonistica, ma è possibile partecipare anche alla versione non competitiva della gara (sullo stesso percorso di 5 km) o alla passeggiata di 2 km. L’inizio della corsa competitiva è previsto per le 10 di domenica mattina, cui faranno seguito la corsa non competitiva e la passeggiata. Gli atleti partecipanti alla gara competitiva indosseranno un pettorale munito di chip in grado di registrare il tempo dallo start al traguardo, mentre per la Race non competitiva e per la passeggiata l’iscrizione è aperta a tutti (uomini, donne e bambini), è possibile partecipare anche con passeggini e carrozzelle e cani al seguito (al guinzaglio) e  non è prevista la registrazione dei tempi di gara.

Le “Donne in rosa”

All’interno della corsa è prevista la categoria “Donne in Rosa”, riservata alle donne che hanno affrontato o stano affrontando personalmente il tumore del seno e che scelgono di rendere pubblica la loro esperienza partecipando con una speciale maglietta rosa e aiutando a rompere il silenzio e la paura che accompagnano questa patologia. A loro è dedicata un’area speciale per iscriversi, ritirare la borsa gara (con t-shirt, cappellino e pettorale rosa) e per incontrarsi e condividere emozioni ed esperienze.

La raccolta fondi

Con i fondi raccolti attraverso la Race for the Cure, la Susan G. Komen Italia dal 2000 a oggi ha raccolto e già distribuito circa tre milioni di euro per la realizzazione di oltre 421 progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori del seno, tra cui corsi di aggiornamento per operatori sanitari, programmi di educazione alla prevenzione per donne sane e studenti, servizi clinici per il recupero del benessere psico-fisico delle donne operate e acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura delle neoplasie del seno.

I prossimi appuntamenti

Dopo l’edizione romana gli altri appuntamenti con Race for the cure in Italia saranno a Bari dal 25 al 27 maggio, a Bologna dal 21 al 23 settembre e Brescia dal 5 al 7 ottobre.

L’associazione Komen Italia

Susan G. Komen Italia è un’organizzazione basata sul volontariato che opera nella lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale: è il primo affiliato internazionale della Susan G. Komen di Dallas, la principale organizzazione mondiale attiva in questo campo da oltre 30 anni. Nel nostro paese l’Associazione opera dal 2000 e si propone di stimolare la formazione, la ricerca e l’innovazione in tema di salute femminile; promuovere la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani; tutelare il diritto a cure di eccellenza per ogni donna con un tumore del seno; offrire servizi per migliorare la qualità di vita dopo un tumore, in particolare per le donne con malattia metastatica; collaborare con altre associazioni e finanziare progetti sul territorio nazionale.

Race for the cure nasce nel 1982

Nata negli Stati Uniti nel 1982, la Race for the Cure è arrivata in Italia nel 2000, a Roma. Madrina della manifestazione è l’attrice Maria Grazia Cucinotta che presta il suo volto e la sua voce per le tante iniziative di promozione dell’evento insieme con la testimonial delle “Donne in Rosa”, l’attrice Rosanna Banfi. Il successo sempre crescente ottenuto nel corso degli anni dall’iniziativa ha fatto sì che la Race superasse i confini della Capitale per raggiungere anche Bari, Bologna, Napoli (per tre edizioni dal 2010 al 2012) e, dal 2015, anche Brescia. Lo scorso anno le edizioni di Roma, Bari, Bologna e Brescia hanno fatto registrare un ammontare di partecipanti complessivo di oltre 115.000 iscritti.

The post Contro i tumori del seno, di corsa: a Roma torna la “Race for the cure” appeared first on PeopleForPlanet.

https://ift.tt/2rRjBXX