Artico: bloccate da un giudice le trivellazioni oceaniche concesse da Trump

Un giudice della corte USA dello stato dell’Alaska, ha bloccato le trivellazioni concesse da Donal Trump, i mari dell’Artico non si toccano. Una battuta d’arresto quindi per il presidente americano ed il suo tentativo di annullare i divieti di perforazione al largo delle coste artiche. Ed una piccola vittoria per la conservazione di questi delicati ambienti e per la lotta al cambiamento climatico. Finalmente una buona notizia per il nostro Pianeta.

I divieti imposti da Barack Obama nel 2015 e nel 2016

Il giudice della corte distrettuale, Sharon Gleason ha infatti respinto l’ordine esecutivo di Donald Trump, che annullava i divieti imposti dall’amministrazione Obama nel 2015. L’ex presidente USA aveva infatti deciso di imporre divieti specifici in queste zone per tutelarne gli ecosistemi, nel corso degli anni fortemente danneggiati dalla trivellazione per la ricerca di petrolio e dai cambiamenti climatici. Per questo motivo Obama aveva posto fine alle esplorazioni nel Mare di Beaufort e nel Mare di Chukchi, come nella secca di Hanna Shoal, un sito molto importante per i trichechi.

Alla fine del 2016 e dunque poco prima di lasciare il comando a Donald Trump, l’ex presidente Barak Obama, aveva di fatto imposto il divieto di esplorazione ed estrazione di idrocarburi. Le navi con cannoni sonici ad aria e le trivelle, furono quindi bandite da un ampio tratto di costa statunitense, sull’Oceano Atlantico.

Per proteggere orsi polari, ghiacciai, trichechi, i villaggi autoctoni dell’Alaska, ma sopratutto il nostro Pianeta, era stato imposto un divieto permanente di trivellazione su 465 mila m², il 98% delle acque federali statunitensi nell’Oceano Artico.

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