Dopo aver visto questo video nessuno dirà più “se l’è andata a cercare”

“Lei sembra provocatoriamente benestante” e, quindi, “se l’è cercata”. Questo non è l’ultimo commento social alla notizia dell’ennesima violenza sessuale, ma una delle scene della serie comica “Tracey Ullman’s Show” in onda sul canale televisivo BBC One.

Il video della scena è stato sottotitolato e pubblicato sulla pagina Facebook “Psicologia Applicata” insieme alla frase “Pensateci due volte la prossima volta che giustificate uno stupro”.

Nella clip, il caso in questione è una rapina. All’uomo, che denuncia di essere stato derubato e minacciato con un coltello, la donna che lo sta interrogando in una caserma che i suoi vestiti sono “provocatori” per i ladri: “È un po’ come un invito a farlo, no?” e così “se l’è cercata”. Più o meno lo stesso tono di frasi scritte o dette a commento di notizie di donne vittime di una violenza sessuale. Si è verificato solo pochi giorni fa per la ragazza di 16 anni, che a Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, ha subito per 3 anni gli abusi da parte di un branco di 9 uomini, tra cui Giovanni Iamonte, figlio del boss della ‘ndrangheta Remigio Iamonte.

“Era nuda, se l’è cercata. Che ci faceva in giro da sola a mezzanotte?” sono state le frasi topiche su Facebook anche per il caso di cronaca della ragazza di 16 anni stuprata a Roma dal dipendente del ministero della Difesa, in forza presso l’Arsenale della Marina. Anche per questo caso è stata lunghissima la sfilza di post che esprimono la stessa idea: “Oggi a 16 anni vanno in giro praticamente nude”, commenta un utente, mentre un altro scrive: “Cercate di essere meno provocanti”.

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