Il divieto di utilizzo della plastica monouso conquista una parte dell’Arcipelago Toscano

Si diffonde tra i Comuni
italiani la volontà di preservare le nostre coste e i nostri mari da quella che
è ormai definita “emergenza plastica”; ultimi, in termini temporali, di una
lista che si sta per fortuna allungando sono i Comuni dell’Isola d’Elba che hanno
bandito la plastica monuoso sul proprio territorio: Marciana Marina e Porto Azzurro prima e più di recente Campo nell’Elba e Capoliveri.

Dal divieto proclamato con
delibera comunale, a partire dal 1 maggio 2018, di utilizzo e vendita su tutto
il territorio comunale di oggetti di plastica monouso nel territorio delle
Isole Tremiti
(le prime, e di cui si era dato notizia), altri Sindaci di isole italiane hanno seguito
il buon esempio e legiferato analogamente.

Il Sindaco di Malfa,
Isole Eolie
, Patrimonio Unesco, Clara Rametta ha firmato un’ordinanza con
la quale, a partire dal 15 luglio 2018 nel Comune di pertinenza è stata vietata
la vendita e l’utilizzo di stoviglie monouso: bicchieri, posate, piatti,
cannucce e sacchetti dovranno essere in materiale biodegradabile e compostabile.

E successivamente
sono arrivate Lampedusa e Linosa. Salvatore Martello, sindaco delle due
isole, ha annunciato infatti poco dopo: «Dal 30 agosto 2108 nelle isole è
vietata la vendita e l’utilizzo di contenitori e stoviglie monouso non
biodegradabili e degli shopper, i sacchetti per asporto merci in polietilene».

Torniamo alla Toscana:
dal 1 gennaio 2019 è già in vigore il divieto di distribuire materiale plastico
monouso su tutto il territorio comunale di Castiglione della Pescaia; poi, come
si accennava, Marciana Marina, Comune dell’Isola d’Elba, che ha deliberato il
divieto a partire da aprile 2019e,
poco dopo, anche Campo nell’Elba che sarà plastic-free per il monouso da maggio 2019 e di recente (febbraio
2019) Capoliveri, dove il sindaco Ruggero Barbetti ha bandito la vendita di
plastica monouso dal territorio del comune elbano a partire dal prossimo
novembre.

I provvedimenti sono in
linea – e anticipano – con le ultime direttive votate dal Parlamento europeo,
tra e quali ricordiamo quella del 24 ottobre scorso che ha stabilito il divieto totale degli oggetti in plastica monouso a partire
dal 2021 in tutta l’UE.

Bruxelles cerca in questo
modo di arginare il flusso senza fine di inquinamento plastico che, una volta
in mare, percorre anche grandi distanze grazie alle correnti oceaniche,
inquinando luoghi anche lontani. Di certo c’è la pericolosità di questi rifiuti
per la vita marina in tutte le sue forme, con conseguenze
sull’uomoancora non del tutto chiare.

La plastica può essere
mangiata dai grandi mammiferi come le balene, bloccando il loro sistema
digestivo e uccidendole. Ma tutte le tipologie di animali marini ne subiscono
pesanti conseguenze: per tartarughe e uccelli marini, per citarne due,
sacchetti e reti abbandonate diventano vere e proprie trappole in cui rimangono
impigliati.

Quando invece i rifiuti di
plastica si rompono, i piccoli frammenti vengono ingeriti da altri pesci. Se
sono sotto una certa dimensione, si parla di microplastiche (<5 micron), che
sono state trovate anche nell’acqua che
beviamo e nel cibo
. Gli
scienziati hanno trovato microplastichein 114 specie acquatiche
e più della metà di quelle analizzate finisce sulle nostre tavole.

Per avere un’idea anche
“visiva” delle dimensioni del fenomeno, basti ricordare una delle campagne
d’informazione di Greenpeace fra le più efficaci (e allarmanti): “Ogni minuto,
l’equivalente di un camion di plastica finisce in mare, sulle spiagge e sui
fondali”.

Non vi è dubbio che ognuno
di noi è chiamato a fare la propria parte nella quotidianità, con l’attenzione
ai packaging al momento dell’acquisto dei beni, soprattutto alimentari, per
esempio prediligendo i prodotti sfusi o confezionati con materiali totalmente
biodegradabili.

Ma anche vietare il
monouso è quanto mai urgente, ed è importante che non sia solo un’idea di
Bruxelles o una buona pratica lasciata alla sensibilità dei singoli. Se ne
stanno rendendo conto sempre più amministratori di territori sul mare o
isole in Italia e in Europa. Sia per l’inquinamento, sia perché questi luoghi
vivono di turismo e di pesca e il mare inquinato danneggia la loro economia.

Fonti:

https://www.lifegate.it/persone/news/stop-plastica-monouso-lampedusa-linosa

Immagini di Armando Tondo

https://ift.tt/2WpmtYY

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