Tulsi Gabbard si candida per la presidenza degli Stati Uniti

Vaisesika das, Tulsi Gabbard e Radhanath Swami

Alcuni anni fa per la prima volta ho sentito parlare Tulsi Gabbard, e dopo pochi minuti  il mio pensiero è stato molto chiaro: questa devota ha le capacità e il carisma per poter diventare presidente degli Stati Uniti d’America. Ora, solo pochi giorni fa ecco le sue parole:

“Questo sabato, nello stato dove vivo, le Hawaii, annuncerò ufficialmente la mia candidatura per la Presidenza degli Stati Uniti e inizierò un movimento per costruire le cose insieme a voi. Sarete con me?”

Chi è Tulsi Gabbard?

I media americani parlano molto di lei, Tulsi è la prima donna che segue la tradizione induista che sia mai stata eletta al Congresso americano. Nel 2021 avrà 39 anni, e se verrà eletta, sarebbe il più giovane presidente della storia americana.

Alla rete televisiva CNN, ha parlato della sua candidatura: “Ci sono molte ragioni per  le quali ho preso questa decisione. Il popolo americano sta affrontando molte prove che mi stanno preoccupando e che voglio aiutare a risolvere.”

Tulsi Gabbard ha menzionato l’accesso all’assistenza sanitaria per tutti i cittadini americani, la riforma della giustizia penale e il cambiamento climatico e ha dichiarato che per lei una questione centrale è quella “della guerra e della pace”.

Tulsi Gabbard si descrive come “indù Vaishnava” ed è devota di Krishna. Nel 2013, è stato il primo membro del Congresso americano a prestare giuramento sulla Bhagavad-gita così com’è (tradotta da Srila Prabhupada).

“Ho scelto di prestare giuramento sulla mia copia personale della Bhagavad-gita perché i suoi insegnamenti mi hanno ispirato a servire, a dedicare la mia vita al servizio degli altri e del mio Paese. La Gita è stata per me una grandissima fonte di pace interiore e di forza per affrontare le molte e difficili prove della vita, tra le quali  l’essere nel bel mezzo della morte e delle ansietà mentre servivo il nostro Paese in Medio Oriente.”

Nel suo discorso annuale per ricordare Diwali, ha menzionato l’importanza dei valori spirituali: “Diwali rappresenta un periodo di rinnovamento spirituale, che si osserva non solo come fosse un piacevole evento, ma come un momento per celebrare la vittoria della luce sulle tenebre, della verità sulla falsità e della giustizia sul male. Quest’anno, nel riunirci per celebrare questo bellissimo Festival delle Luci, riflettiamo sull’opportunità che ha ognuno di noi di andare oltre le differenze e di trovare dei modi per servire il prossimo.”

Nel suo discorso di Janmasthami 2018 troviamo: “Il Signore Supremo, Sri Krishna è il ricettacolo di tutta la felicità. Quindi, se vogliamo essere felici, dobbiamo essere connessi con Lui. Egli ci dà molti modi per esserlo. Ascoltando le Sue istruzioni dalle Scritture, possiamo essere connessi con Lui. Ascoltando i Suoi passatempi quando apparve in questo mondo circa 5000 anni fa, possiamo essere connessi con Lui. Ascoltando e glorificando uno dei Suoi innumerevoli nomi, possiamo essere connessi con Lui. E impegnando il nostro tempo, la nostra energia e le nostre abilità nel servizio amorevole di Dio e di tutti i Suoi figli, possiamo essere connessi con Lui. Quindi se vogliamo essere veramente felici, tutto ciò che dobbiamo fare è pensare al modo in cui possiamo dedicare le nostre azioni e la nostra vita a dare piacere a Dio.  Potremo così veramente raggiungere la più elevata felicità, una felicità che è impossibile ottenere in qualsiasi altro modo.”

Il 13 settembre 2016 a Washington, Tulsi ha partecipato alle celebrazioni per il  50° della ISKCON con numerosi rappresentanti del governo, religiosi e accademici.

Una sua coraggiosa iniziativa è stata l’aver incontrato Bashar al-Assad nel 2017, in Siria.

Tulsi Gabbard: “Ho visto il prezzo della guerra in prima persona, ed è per questo che combatto così duramente per la pace. Questa è la realtà della situazione che stiamo affrontando ora. È per questo che ho sollecitato e continuo a sollecitare il Presidente Trump ad incontrare persone come Kim Jong Un in Corea del Nord per poter capire cosa c’è in gioco. L’unica alternativa a questo tipo di dialoghi è quella di avere sempre più guerre.”

“Ho sentito molti militari esprimere frustrazione per il fatto che il nostro Paese continua a condurre guerre costose e senza senso per cambiare un certo regime, il che è seguito da missioni di ricostruzione che poi portano a situazioni come quelle che vediamo in Afghanistan. Ci sono così tanti esempi di nostre truppe le cui vite vengono messe in gioco, senza che loro capiscano quale sia la loro missione o senza avere un obiettivo chiaro e senza capire se quella missione sia veramente al servizio della sicurezza del popolo americano e degli Stati Uniti.”

Prema Gopinath das

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