Mese: Gennaio 2019

Dl Sicurezza, dalla protezione umanitaria agli Sprar: le critiche dei sindaci.

Tra le più contestate quella che vieta ai richiedenti asilo di essere iscritti nei registri anagrafici, quindi di avere residenza e carta d’identità. Asgi: “Saranno persone in un limbo e la loro permanenza in Italia non verrà riconosciuta per futuri servizi di secondo livello”

Giuseppe Conte mira a una mediazione, i vicepremier rimangono fermi e l’Anci è spaccata in due, con il presidente Antonio Decaro che guida la protesta. La polemica su alcuni commi del Decreto sicurezza, diventato ufficialmente legge lo scorso novembre, non accenna a calare. Tra i provvedimenti che dividono anche al suo interno l’associazione nazionale comuni italiani l’articolo 13, in materia di iscrizione anagrafica, lo stesso che Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ha deciso di non rispettare, sospendendo qualsiasi provvedimento ‘che possa intaccare i diritti fondamentali’. Ma non solo, anche la stretta sui permessi umanitari e le modifiche agli Sprar destano preoccupazione.

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Tecnologia BEACON: dispositivi wireless per la sicurezza e per la tracciabilità di cose o persone

Un Beacon è un piccolo dispositivo wireless che utilizza la tecnologia Bluetooth Low Energy (L.E.) per inviare informazioni in broadcast: ovvero da un sistema trasmittente a un insieme di sistemi riceventi, in modo unidirezionale. Le informazioni in broadcast sono infatti inviate dal trasmettitore ai ricevitori, senza canale di ritorno e senza certezza della loro consegna.

Rispetto al Bluetooth classico, il Bluetooth LE si caratterizza per un minor consumo di energia e ciò consente di realizzare dispositivi Beacon a batteria che hanno una vita operativa di mesi o addirittura anni.

La tecnologia dei Beacon LE nasce nel 2013 con il lancio da parte di Apple dello standard i-Beacon. Le applicazioni principali inizialmente sono legate al mondo del retail e del marketing di prossimità, ma successivamente vanno ad emergere anche applicazioni con un maggiore utilità sociale.

Fra queste la possibilità di realizzare dispositivi indossabili per i bambini, anche tipo braccialetti in silicone, in grado di “capire” quando il piccolo si allontana oltre un certo margine e di allertare il genitore sul telefono quando ciò avviene. Di utilità estrema soprattutto nelle manifestazioni affollate, nei luoghi turistici o nei centri commerciali.

Ma anche la possibilità di dare un ausilio alla sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro, in cantiere, in un’industria, è una possibile e importantissima applicazione. Un operatore che indossa un Beacon su un qualunque supporto può essere localizzato quando entra in un’area di lavoro a maggior rischio, consentendo di allertare e mettere in atto i relativi sistemi di sicurezza.

Applicazioni interessanti dei Beacon riguardano anche centri espositivi, musei o mostre, in modo che il visitatore possa ricevere – attraverso una specifica App opportunamente progettata – quella che viene definita un’”esperienza di visita arricchita“: un nuovo modo di proporre i luoghi d’arte per rendere ogni visita un momento unico e indimenticabile, dove il coinvolgimento del visitatore diventa una priorità.

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Il presepe napoletano, origini e il significato dei pastori

Vi siete mai domandati perché i Re Magi montano cavalli differenti?, oppure chi è Benino?, ancora perché’ sul presepe si mette la fontana con la donna?, e lo sapete perché a Napoli si fa il presepe?
Bene, ve lo diremo noi.

Presepe Napoletano, origini e mito.

Da dove arriva l’antica tradizione del Presepe? I primi a descrivere la Natività furono gli evangelisti Luca e Matteo: nel loro racconto c’è l’immagine di quello che poi nel Medioevo è diventato il “praesepium“, dal latino “mangiatoia”. Il presepe che tutti conosciamo, però, si deve alla volontà di San Francesco d’Assisi. L’idea di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Gesù Bambino, era venuta al Santo d’Assisi nel Natale del 1222, quando a Betlemme ebbe modo di assistere alle funzioni per la nascita di Gesù. Francesco rimase talmente colpito che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poter ripetere le celebrazioni per il Natale successivo. A quei tempi le rappresentazioni sacre non potevano tenersi in chiesa, così il Papa gli permise di celebrare una messa all’aperto.

La Vigilia di Natale del 1223

Fu così che, la notte della Vigilia di Natale del 1223, a Greccio, in UmbriaSan Francesco allestì il primo presepe vivente della storia …

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