120 convivenze, ecco l’Italia che apre le porte ai migranti

L’idea di partenza, dice Laura Pinzani, “era fare qualcosa, essere attivi e accoglienti. E’ così che ci siamo fatti avanti e abbiamo aperto la porta di casa a Sahal”. Il giovane somalo arrivato da solo era in una casa di accoglienza e nel suo destino ha trovato questa donna energica che, dice all’ANSA, vuole “evitare i paternalismi” di questo ambiente ma offrire con il suo esempio una testimonianza viva.
Laura e Sahal sono uno dei casi virtuosi di Refugees Welcome Italia, l’associazione che tra il 2016 ed il 2018, ha messo in contatto italiani e migranti, aiutando a realizzare 120 convivenze in Italia. E’ l’Italia delle porte aperte: 31 sono attualmente in corso, di cui 8 sono diventate a tempo indeterminato. Oggi a Roma hanno presentato un primo rapporto in cui viene fuori che le regioni che hanno accolto di più sono il Lazio e la Lombardia, mentre la città più ospitale è stata Roma, con ben 30 convivenze attivate. Le persone accolte sono per la maggior parte titolari di protezione umanitaria (58%), seguiti da rifugiati (20%) e titolari di protezione sussidiaria (16%): mediamente erano in Italia da quasi 3 anni al momento dell’inserimento in famiglia.

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