Guardati indietro per guardare avanti

Un mese alla fine dell’anno. E’ un momento appropriato per rivedere i nostri traguardi. Che siano realistici, realizzabili e abbiano ancora vita? Hai bisogno di qualche ritocco? Se il piano A va in pezzi non preoccuparti: ci sono altre 25 lettere nell’alfabeto! In effetti, i moderni motivatori, in tono rassicurante ci ricordano che le persone di maggior successo sono quelli che eseguono completamente il Piano B.  Bisogna tagliare e cambiare, sperimentare e innovare, trovare una strategia che funzioni. Continua a migliorare ed eviterai di morire di una morte lenta, fatta di ristagno e di frustrazioni. A volte i piani hanno bisogno di una revisione, ma l’obiettivo deve essere chiaro nella nostra coscienza, noi vogliamo un progetto che smuova costantemente i nostri cuori e la nostra mente.

Detto questo, getterò un altro ingrediente nel mixer. I colloqui motivazionali si concentrano sulle potenzialità che prospetta un futuro luminoso, ed evocano visioni ispiratrici per attirare la nostra attenzione e farci andare avanti.  Ma questo approccio entusiasta è troppo mono-dimensionale. A mio modesto avviso, c’è bisogno di un po’ più di sostanza e di fondamenta. Mentre non vediamo l’ora di migliorare la nostra esistenza e di migliorare noi stessi, è assolutamente necessario guardarci indietro e riflettere sul viaggio che abbiamo fatto fino ad ora e su alcuni momenti importanti che abbiamo vissuto, per fare il punto su ciò che abbiamo, su dove siamo arrivati, sulle aspirazioni che abbiamo realizzato e la trasformazione che è avvenuta in noi. Se non riusciamo ad apprezzare il progresso e l’evoluzione che abbiamo raggiunto, come potremo avere di più?

Immaginate di aver regalato a un vostro amico qualcosa che vi è prezioso, e la sua è stata una risposta indifferente. Essere dalla parte dell’ingratitudine è veramente doloroso. Vi sentiresti davvero portati  a dargli ancora qualcosa con generosità?

Allo stesso modo, come potremo essere degni di ricevere ancora più aiuti e benedizioni nel viaggio che stiamo facendo, se non abbiamo ancora compreso la nostra fortuna? La parola sanscrita che definisce la gratitudine è “krta-jna” – che letteralmente significa “sapere cosa è stato fatto per te”. Valutare con attenzione il miracolo del nostro stato attuale ci apre le porte a un potenziale illimitato. Da un’autentica gratitudine arriva l’entusiasmo, l’ottimismo, la fiducia, il desiderio di migliorare e la speranza. Anche se ho troppi difetti per sentirmi perfetto, sono stato però inondato da così tante benedizioni che non posso sentirmi ingrato. Noi siamo indubbiamente soltanto dei prodotti della grazia divina. Facciamo errori; ma siamo fiduciosi.

Sutapa das

(da Tattva)

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