Un progetto piemontese per coltivare nel deserto

Un progetto piemontese per coltivare nel deserto GhZero

La nuova tecnologia – e la start up che l’ha ideata – si chiama Ghzero e arriva da Torino. Ne sono fondatori Luca Bertolino, agronomo e docente, Massimiliano Caligara, chimico ambientalista, e Fabrizio Barini, che cura la parte finanziaria.

L’idea di base è semplice: costruire serre mobili che funzionino indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. Il motto dell’azienda chiarisce tutto in una frase: “Pensiamo a farvi crescere. Ovunque.

Una sorta di “coltivazione passiva” dove tutto quello che serve per mantenere in vita piante e frutta è autoprodotto nella serra stessa. E, proprio per questo, le coltivazioni possono avvenire ovunque: in alta montagna, nel deserto e dove ve ne sia bisogno, per esempio in aree industriali dismesse; si può in tal modo garantire frutta e verdura fresche in posti dove non sarebbero reperibili.
Tutto questo grazie all’installazione di lampade a led che sfruttano le energie rinnovabili in modo “intelligente”.
Se non bastasse l’autosufficienza energetica e idrica (il progetto prevede il risparmio dell’acqua di coltivazione fino al 90% grazie a metodi idroponici o aeroponici) le serre sono anche facilmente trasportabili perché composte di moduli di 10 metri per 10 e sono assemblabili sia in orizzontale che in verticale.

Il modulo base della serra mobile è in fase di realizzazione nell’Istituto agrario Bonfantini di Novara, che inizierà la produzione di piante utilizzando solo l’umidità dell’aria, e coinvolge gli studenti in un progetto di alternanza-lavoro. Il prototipo dovrebbe essere pronto per la fine di quest’anno, poi il prossimo febbraio si inizierà a coltivare e si prevede la validazione dei dati da parte del “Crea – Consiglio per la ricerca nell’agricoltura e l’analisi dell’economia agraria” per l’autunno 2019.

Fonti:
http://lospiffero.com/ls_article.php?id=42243
http://www.ghzero.com/
La Stampa, 15 settembre 2018

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