Glifosato, muore il simbolo della lotta all’agrochimica argentina

Fabian Tomasi

Se il suo nome non vi dice nulla, è possibile invece che lo ricordiate ritratto negli scatti che il fotografo Pablo Piovano aveva raccolto nell’impressionante The Human Cost of Agrotoxins, il reportage con cui ha documentato gli effetti di un ventennale utilizzo indiscriminato dei prodotti agrochimici in Argentina.

«Il suo corpo era diventato un’arma. La sua gabbia toracica da cui sporgevano due braccia sottili che non si capiva come potessero restare attaccate, la sua colonna vertebrale rigonfia per la scoliosi, le palpebre sempre spalancate, le guance emaciate coperte da una folta barba. E nel mezzo, una bocca nera, allargata, che sembra lottare per prendere ancora una boccata d’aria. Era il grido dell’inquinamento argentino, una replica moderna del capolavoro di Edvard Munch»: questo il ritratto con cui il quotidiano francese Le Monde ricorda la figura sofferente e martirizzata dell’operaio agricolo argentino.

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