IL TUO ESSERE NEL PRESENTE

30/08/2018
 66 # Il tuo essere nel presente
“Quando me ne sarò andato, dove mai potrò essere?
Sarò qui, nel vento, nell’oceano, e se mi avrai amato, se
avrai avuto fiducia in me, mi sentirai in mille modi diversi:
improvvisamente avvertirai la mia presenza. Non avrai più
bisogno di cercarmi.”
Amato Osho,
quando lascerai il corpo fisico, le tue tecniche di meditazione aiuteranno la
nostra crescita interiore come fanno ora?
Il tratto saliente del mio approccio alla tua crescita è renderti indipendente
da me. Qualsiasi dipendenza è una schiavitù, e la dipendenza spirituale è la
peggiore delle schiavitù.
Ho fatto ogni sforzo possibile per renderti consapevole della tua
individualità, della tua libertà, della tua assoluta capacità di crescere senza
l’aiuto di nessuno. La tua crescita è qualcosa di intrinseco al tuo essere, non
proviene dall’esterno, non è un’imposizione; è uno schiudersi.
Tutte le tecniche di meditazione che ti ho dato non sono basate su di me –
la mia presenza o la mia assenza non fa alcuna differenza –, sono basate su di
te. Affinché le meditazioni lavorino non è necessaria la mia presenza ma la
tua presenza. Non il mio essere presente ma il tuo essere presente, il tuo
essere nel presente, il tuo essere vigile e consapevole; quello sarà d’aiuto.
Posso comprendere la tua domanda e la sua importanza. Non è irrilevante.
L’intero passato dell’uomo è, in modi diversi, una storia di
strumentalizzazione. Persino le cosiddette persone spirituali non hanno
saputo resistere alla tentazione di manipolare gli altri. Su cento maestri, il
novantanove per cento ha cercato di imporre l’idea che: “Senza di me non
puoi crescere, non può esserci alcun progresso. Affida a me la completa
responsabilità di te stesso”. Ma quando consegni a un altro la responsabilità
di te stesso, senza saperlo, gli cedi anche la tua libertà.
E, naturalmente, tutti quei maestri un giorno sono morti, e hanno lasciato
una lunga scia di schiavi: cristiani, ebrei, hindu, musulmani.
Cosa sono diventate queste persone? Perché qualcuno dovrebbe essere
cristiano? Se puoi essere qualcuno, allora sii un Cristo, non un cristiano. Non
avverti umiliazione nel professarti cristiano, un seguace di qualcuno morto
duemila anni fa?
L’intera umanità sta seguendo i morti. È strano che i vivi seguano i morti,
che i vivi siano dominati dai morti, che i vivi siano dipendenti dai morti e
dalle loro promesse che: “Verremo a salvarti”. Nessuno di loro è mai venuto
a salvarti. In realtà, nessuno può salvare nessun altro, va contro le verità
fondamentali della libertà e dell’individualità.
Per quanto mi concerne, sto semplicemente facendo ogni sforzo per
renderti libero da chiunque – me incluso – ed essere da solo sul sentiero della
ricerca. Questa esistenza rispetta chi ha il coraggio di essere da solo nella
ricerca della Verità. Gli schiavi non sono rispettati dall’esistenza, non
meritano alcun rispetto; non rispettano se stessi, come possono pretendere
che l’esistenza sia rispettosa nei loro confronti?
Quindi ricorda, quando me ne sarò andato, tu non perderai niente. Potresti
invece guadagnare qualcosa di cui sei assolutamente inconsapevole. Quando
me ne sarò andato, dove mai potrò essere? Sarò qui, nel vento, nell’oceano, e
se mi avrai amato, se avrai avuto fiducia in me, mi sentirai in mille modi
diversi: nei tuoi momenti di silenzio, improvvisamente avvertirai la mia
presenza. Una volta liberatomi del corpo, la mia consapevolezza è
universale… Non avrai più bisogno di cercarmi. Ovunque sarai, la tua sete, il
tuo amore… e mi troverai proprio nel tuo cuore, nel battito stesso del tuo
cuore.
Osho: Beyond Enlightenment, CAP. 11


Source: Arancione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.