Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

I prodotti repellenti per le zanzare sotto forma di creme o spray da applicare sulla cute sono molto diffusi e possono essere acquistati in diversi punti vendita, dalle farmacie ai negozi per l’igiene personale. Sebbene possano essere considerati sicuri è importante non abbassare mai la guardia e seguire scrupolosamente le istruzioni riportate in etichetta.

Usarli solo se strettamente necessario

L’Istituto superiore di sanità nella Guida per l’entomoprofilassi specifica che quando possibile è preferibile utilizzare tecniche di protezione meccanica o ambientale in sostituzione dei repellenti topici, che devono essere usati solo quando effettivamente necessari e per brevi periodi. Per quanto riguarda i bambini, i repellenti per le zanzare non devono essere utilizzati prima del compimento dei sei mesi di età, e nei piccoli di età inferiore ai 2 anni possono essere impiegati solo in caso di concreto rischio di trasmissione di malattie da parte delle zanzare. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, l’impiego di questi prodotti deve essere valutato attentamente dal medico e da un entomologo esperto in base al rapporto rischio/beneficio.

Rispettare le modalità di applicazione…

Creme e spray contro le zanzare devono essere applicati solo sulle parti scoperte del corpo, non sulle mucose e non sulla cute lesa o abrasa, e prestando particolare attenzione a non interessare direttamente gli occhi. L’irrorazione deve avvenire da 15-20 cm di distanza dalla cute e il prodotto non deve mai essere cosparso direttamente sul volto, ma applicato con le mani. Nei bambini di età inferiore a 4 anni si raccomanda di applicare il prodotto non direttamente sulla pelle del piccolo, bensì mediante le mani di un genitore.

…e i tempi

I repellenti non vanno applicati a intervalli temporali troppo ravvicinati. Il tempo di protezione rappresenta l’arco temporale in cui il prodotto esercita la sua funzione repellente, mentre il tempo di applicazione è il lasso temporale che passa fra un’applicazione del prodotto e la successiva nell’arco delle 24 ore. I tempi di applicazione devono essere valutati di volta in volta a seconda dell’attività svolta (il sudore o l’acqua, ad esempio, possono lavare via il prodotto). Al fine di avere un tempo di protezione attendibile (e quindi un tempo di applicazione) è sempre bene calcolare il tempo di effettiva protezione, che si ottiene dividendo per 2 il tempo massimo di protezione riportato in etichetta.

Attenzione all’interazione con le creme solari

Infine, si legge nella Guida dell’Iss, bisogna prestare attenzione all’interazione con le creme solari: molti repellenti interferiscono infatti con la protezione solare fornita da queste creme, declassandone il potere protettivo. E alcuni prodotti, inoltre, possono risultare fotosensibilizzanti. E’ bene quindi esporsi al sole con cautela, soprattutto nella stagione più calda.

 

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