La vera storia della mucca Penka

La mucca Penka stava al pascolo, bella e placida brucava l’erba.

Bruca che ti bruca, seguendo un’immaginaria linea di erba dolce e fresca si allontanava sempre più dalla sua fattoria in Bulgaria. A un certo punto la mucca Penka alza la testa dal suo brucare e si accorge di essere in un prato che mai aveva brucato. In Serbia.
Insomma, aveva varcato il confine non solo del suo Stato ma anche dell’Unione Europea ed essendo lei una mucca non se ne era accorta.
Che fare? Il suo fattore, Ivan Haralampyev, quando ha scoperto il fattaccio è andato a riprendersi la mucca Penka anche perché la mucca Penka è in attesa di un vitello Penkino e va tenuta d’occhio.

E fin qui sembra tutto normale, magari Ivan si sarebbe scusato e ripresosi la mucca Penka sarebbe tornato alla sua vita.
Ma non è così semplice se a metterci lo zampino arriva Mister Burocrazia che dice: eh no! Le norme per l’esportazione degli animali dalla Serbia alla Bulgaria sono molto severe, la mucca Penka non ha i documenti necessari per passare da un Paese all’altro e quindi è sequestrata e molto probabilmente dovrà essere abbattuta. Lei e Penkino.

A questo punto però è intervenuta la gente di buona volontà che dopo grande mobilitazione è riuscita a convincere Mister Burocrazia a liberare la mucca Penka e farla ritornare nella sua Fattoria in Bulgaria.

Tutto è bene quel che finisce bene. E anche se la Spagna aveva dato la sua disponibilità ad accogliere la clandestina mucca Penka, per questa volta non ce n’è stato bisogno.

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