Ogni volta che provi paura, smarrisci la tua individualità.

10/06/2018

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Ogni volta che provi paura, smarrisci la tua individualità. Nei
momenti di paura non c’è tempo per riflettere o meditare, non c’è tempo
di prendere una decisione individuale: il tempo stringe e si rende
necessaria una decisione. Nei momenti di paura la gente imita
semplicemente gli altri.
Tuttavia, anche nella vita normale voi tutti conducete la vostra
esistenza nella paura continua. La folla non gradisce che diventiate
diversi, in quanto questo genera sospetti anche nella mente altrui.
Se una sola persona va contro la folla, che si tratti di un Gesù o di un
Buddha, la folla non nutre buoni sentimenti nei confronti di questo essere:
tenderà a distruggerlo, oppure, se si tratta di una folla abbastanza
acculturata, finirà con l’adorarlo. Comunque, entrambe le vie portano al
medesimo risultato. Se la folla è un po’ selvaggia, se non possiede alcuna
cultura, crocifiggerà un Gesù. Se la folla è simile agli indiani, se ha alle
spalle secoli di cultura, di non violenza, di amore e spiritualità, adorerà il
Buddha. Tuttavia adorandolo, quella folla dice: “Noi siamo diversi; tu sei
diverso. Non possiamo seguirti, non possiamo accompagnarci a te. Tu sei
buono, molto buono, ma troppo buono per essere vero. Tu non ci
appartieni. Tu sei un dio e noi ti adoreremo, ma non turbarci; non dire
cose che possano sconvolgerci, che possano disturbare il nostro placido
sonno”.
Uccidere un Gesù oppure adorare un Buddha è la stessa cosa. Gesù
viene ucciso affinché la folla possa dimenticare che un uomo simile sia
mai esistito; questo perché se quest’uomo fosse vero… e quest’uomo è
vero!
L’intero suo essere è così colmo di beatitudine e benedizione da
renderlo reale, perché la verità non può essere vista, si può solo cogliere
la fragranza che scaturisce da un uomo vero. La beatitudine può essere
avvertita dagli altri, e questa è la prova che si tratta di un uomo sincero.
Ma se quest’uomo è sincero, allora è tutta la folla a essere in errore, e
questo è davvero troppo. La folla intera non può tollerare una persona del
genere: è come una spina, è qualcosa di doloroso. Quest’uomo dev’essere
distrutto, oppure adorato, così che si possa dire: “Tu vieni da un altro
mondo, non ci appartieni. Tu sei qualcosa di anomalo, che non rientra
nelle regole consuete. Forse sei l’eccezione, ma l’eccezione non fa altro
che confermare la regola. Tu sei tu e noi siamo noi: noi andremo per la
nostra strada. È un bene che tu sia venuto al mondo, noi ti rispettiamo
profondamente, ma non turbarci”.
Noi mettiamo il Buddha nel tempio perché non senta il bisogno di
raggiungere la piazza del mercato, il mondo degli affari, altrimenti
creerebbe difficoltà.
Osho: The Search, CAP. 4


Source: Arancione

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