Mese: Maggio 2018

In Albania a rischio gli ultimi fiumi incontaminati d’Europa

L’Albania sembra la Jane Eyre interpretata da Charlotte Gainsbourg nel film di Zeffirelli:

Piccola, orgogliosa, ostinata. Tratti duri, di una bellezza non canonica, inquieta. L’Albania è la magrolina sempre un passo indietro rispetto alle burrose sorelle bionde che suo malgrado si ritrova a dovere gestire situazioni più grandi di lei. Una figura ricorrente nei racconti di famiglia, compresa l’Europa.

Nella transumanza di politologi che in questi giorni attraversano il web con opinioni pro o contro l’UE, male non fa ricordarsi che l’Europa, intesa come terra comune, viene prima degli Stati d’Europa e delle banche europee.

Vjiosa, fiume selvaggio d’Europa

Il fiume Vjiosa è lungo circa 274 km, di cui 80 km nel territorio della Grecia, a partire dal monte Mavrovouni da cui sorge, e 192 km nel territorio dell’Albania, dove fa da confine naturale tra il distretto di Fier e il distretto di Vlora. Le meraviglie legate a questo fiume sono di rara bellezza perché attraversa aree naturali protette, come ad esempio quelle appartenenti a parco nazionale Vikos-Aoos, ospita specie animali protette e dà origine a fenomeni unici, come la Gola di Këlcyra, soprannominata la “fonte delle acque nere”, esempio di come l’ecoturismo oggi non soltanto sia praticabile, ma redditizio. Senza ferire l’ambiente.

I tentennamenti del Governo albanese e la battaglia legale con la società italiana

Quando nel maggio 2017, dopo 20 anni di significativi rinvii, il Governo albanese decise di recidere il contratto per il progetto di costruzione di una centrale idroelettrica a Kalivaç nei pressi della città di  Tepelenë sembrò una vittoria, a cui avevano contribuito i 228 scienziati provenienti da 33 Paesi che avevano firmarono un appello pubblico, chiedendo una moratoria di tre anni.

La decisione non piacque alla Hydro srl, società italiana che in precedenza aveva ottenuto la concessione per la costruzione e la gestione della centrale idroelettrica di Kalivaç. Nell’ottobre 2014 il titolare Francesco Becchetti denunciò l’Albania presso l’Arbitrato Internazionale della Camera Internazionale di Commercio, lamentando un danno economico derivante dal congelamento di tutte le sue attività e aziende in territorio albanese. A gennaio 2018, dopo una battaglia legale costata 4 milioni di euro, lo Stato albanese ha vinto il processo d’arbitrato, ciò nonostante ha riaperto le procedure per una nuova gara internazionale di 125 milioni di euro per una concessione dalla durata di 35 anni della centrale idroelettrica di Kalivaç.

EcoAlbania, l’ONG in lotta

Nata il 15 dicembre 2014 su iniziativa dei professori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Tirana e del team di “Save the Blue Heart of Europe”, EcoAlbania (Center for Protection of the Natural Ecosystems in Albania) è un’organizzazione non governativa composta da biologi, professionisti, educatori, assistenti sociali, giornalisti e volontari che hanno come obiettivi la protezione del territorio albanese, l’educazione al rispetto per l’ambiente, le attività di ricerca e le campagne a sostegno delle biodiversità.

https://www.youtube.com/watch?v=HYd7L75TuaI

L’arte e il sostegno dell’Europa in piazza a Tirana

Lo scorso 24 maggio a Tirana si è tenuta una manifestazione contro le centrali idroelettriche che minacciano per 30 km il corso del fiume Valbona, con gravi ripercussioni all’ecosistema. È stato calcolato che 49 specie europee di acqua dolce si estinguerebbero o perderebbero tra il 50 e il 100% della loro presenza nei Balcani. Effetti disastrosi si riverserebbero poi sull’economia locale, perché verrebbe compromesso “il miracolo delle Alpi albanesi”, così viene chiamata la Valle di Valbona che ogni anno attrae turisti da tutto il mondo in cerca di sport e natura incontaminata. In segno di protesta, Piazza Scanderbeg si è perciò simbolicamente inondata di fiumi grazie a un’installazione audio visiva. La manifestazione, coordinata dall’ONG TOKA, è stata finanziata da Guerrilla Foundation di BerlinoLush UKHeinrich Boell Foundation (Ufficio di Sarajevo) e dai donatori olandesi che sostengono le sovvenzioni gestite dalla Fondazione Het Actiefonds.

Tu cosa puoi fare?

Puoi firmare la petizione promossa da Patagonia a sostegno del “Cuore blu d’Europa” compilando il modulo qui https://blueheart.patagonia.com/intl/it/take-action.

 

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Porte aperte, cuore aperto

A Vrindavana c’è la tradizione delle porte aperte. Basta fare una camminata per le sue strade e qualcuno vi inviterà a mangiare da loro. Finora mi è successo per tre giorni di seguito. Nei tempi passati, i padroni di casa prima di pranzare chiamavano a gran voce le persone affamate che si trovavano nelle loro vicinanze.

È una cultura così bella.

Le persone sante visitavano le case e offrivano con gentilezza delle parole di sagge, le persone condividevano liberamente quello che avevano con i vicini, e i bambini potevano correre liberamente da casa in casa senza alcuna inibizione. Tutto questo è in netto contrasto con la chiusura del nostro mondo moderno. Nessuno entra nella nostra fortezza, sorvegliata in modo eccellente da cani da guardia, e quasi nessuno si avventura di fuori, troppo occupato a guardare la TV o a navigare in rete. Bloccati nei nostri piccoli mondi, privi di autentiche relazioni umane, col passare dei giorni diventiamo sempre più isolati.

Oggi ho riflettuto su come le porte aperte creano dei cuori aperti.

La cultura di una società modella la cultura di un individuo. Dove le persone crescono con l’ethos delle porte aperte, tendono naturalmente a una maggiore apertura del cuore e sono interessate ad ascoltare la voce degli altri, pronte a condividere i loro pensieri e a comportarsi con gli altri con sensibilità ed empatia. Questo scambio a cuore aperto è il cuore stesso della spiritualità. Ma il mondo moderno, con la sua politica a porte chiuse, ha inevitabilmente creato dei cuori chiusi. Le persone stanno diventando un disagio sociale, sono impersonali, sospettose, insensibili e vedono le cose in modo egoista. Quando chiudiamo le nostre porte, il nostro mondo si restringe e quando chiudiamo i nostri cuori anche la nostra visione del mondo si restringe.

In pochi giorni, le persone hanno detto e hanno fatto delle cose per me che non avrei mai pensato di poter fare per nessun altro. È stato commovente, ma allo stesso tempo mi reso umile e mi ha imbarazzato. È stato un altro fortissimo richiamo alla necessità di diventare più aperti.

Che bello se potessi davvero apprezzare gli altri, ricordandomi di quante persone mi incoraggiano con generosità, ogni singolo giorno.

Forse potrei avere più empatia, bilanciare la forza con la sensibilità, e ricordare quegli instancabili maestri che con pazienza mi hanno plasmato e nutrito nonostante la mia testardaggine. Considerando il numero di atti disinteressati di cui ho beneficiato, mi chiedo quando mi libererò della mia mentalità egoista e calcolatrice e abbraccerò la gioia del sacrificio per servire gli altri. Come si trasformerebbero le relazioni se fossi così aperto da lasciare da parte il mio atteggiamento di giudizio, e dare alle persone il beneficio del dubbio. Se potessi lasciar correre e perdonare, invece di etichettare le situazioni e serbare del rancore. Sto aspettando con trepidazione il giorno in cui lascerò scivolare via il cinismo e lo scetticismo, e sarò pieno di autentica positività e di ottimismo. Oh Vrindavana, demolisci la serratura dell’impersonalismo, fai cadere il catenaccio dell’ingiustizia, abbassa il chiavistello dell’insensibilità e riapri le porte del mio cuore per farmi entrare nel mondo della relazioni spirituali libere dall’egoismo.

Sutapa das

(da sutapamonk.wordpress.com)

Open Doors Open Hearts

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Costellazioni del Sud – Perchè non le vedo dall’emisfero Nord?

Altrogiornale.org
Costellazioni del Sud – Perchè non le vedo dall’emisfero Nord?.

Le Costellazioni del Sud e perchè queste siano difficilmente visibili dall’emisfero Nord è una domanda che mi fanno in molti, ripeto, io non sono un astronomo professionista, ma nemmeno lavoro per la NASA, quindi cercherò di trovare, se non qualche risposta, almeno qualche spunto per ragionare:
1. La NASA e l’astronomia moderna dicono che Polaris,

Costellazioni del Sud – Perchè non le vedo dall’emisfero Nord?
prixi.

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