Quando le persone proprio non riescono a capire

L’ignorante può essere facilmente convinto [spiegandogli la verità]. L’intelligente può essere ancora più facilmente convinto [perché ha la capacità di riconoscere la verità]. Tuttavia, nemmeno Brahma può convincere le persone sciocche inorgoglite dalla loro scarsa conoscenza. “(Nīti-śatakam di Bharthari, verso 3)

A volte dobbiamo confrontarci con persone che hanno un punto di vista diverso dal nostro. Se la loro visione non è corretta, potremmo aver bisogno di correggerli. A volte però essi rimangono ancorati alle loro opinioni. Per avere una maggior possibilità di cambiare la loro opinione dobbiamo comprendere come generalmente si forma un’opinione. Le buone opinioni di solito si formano sulla base delle informazioni e della ragione. Se abbiamo le giuste informazioni e seguiamo il giusto ragionamento, avremo una grande probabilità di arrivare alla giusta comprensione. Viceversa, se non conosciamo quasi nulla di un problema, potremmo non avere un’opinione, oppure avere un’opinione vaga alla quale non siamo molto attaccati, e se qualcuno ci darà una risposta migliore, saremo contenti di accettarla.

Alcune persone, tuttavia, non hanno delle opinioni basate su informazioni appropriate o su ragionamenti corretti, hanno alcune informazioni parziali, fanno alcuni ragionamenti semi-elaborati e giungono ad una posizione che poi mantengono. In realtà non possiedono delle loro proprie opinioni; sono posseduti dalle opinioni. Cambiare la loro comprensione è quasi impossibile. La Bhagavad-gita (18.22) spiega che una conoscenza di questo genere è nella modalità dell’ignoranza; è una conoscenza frammentata che fa rimanere nell’ignoranza o addirittura aggrava la propria ignoranza. Il santo e filosofo Srila Jiva Goswami, nel suo Bhakti-Sandarbha, usa gli stessi termini che abbiamo presentato all’inizio per riferirsi a quelle persone: jnava-lava durvidagdhah, che letteralmente significa coloro le cui opinioni sono nate male e vengono da una conoscenza parziale. La loro conoscenza è minima; la loro ostinazione, totale.

Un’opinione del genere non è la prerogativa di pochi fanatici e frustrati, ma infetta anche noi. Tutti abbiamo un ego che vuole dimostrare di essere sempre nel giusto. Ma per fortuna abbiamo anche un’intelligenza. Se usiamo la nostra intelligenza con discernimento, possiamo scoprire quando il nostro ego ci sta facendo diventare attaccati alle nostre opinioni in modo irrazionale.

La saggezza spirituale può affinare la nostra intelligenza cambiando la nostra fonte di sicurezza. Siamo spesso attaccati alle nostre opinioni perché il nostro ego vuole la sicurezza di essere nel giusto. Ma è una pseudo-sicurezza, che viene dalla falsa idea che abbiamo ragione anche quando non l’abbiamo. Possiamo liberarci dall’esigenza di avere questa pseudo-sicurezza quando otteniamo una vera sicurezza: la sicurezza che viene dall’amore, specialmente dall’amore spirituale. La Gita spiega che siamo anime che sono parti eterne del tutto, Krishna (15.07). Lui ci ama sempre, il suo amore non finirà anche se risultasse che noi abbiamo sbagliato. Quando ci troviamo nella certezza dell’amore divino, il perdere in una discussione non ci sembrerà più una perdita irreparabile.

La saggezza spirituale può fare di più che proteggerci dall’essere attaccati irrazionalmente alle nostre opinioni; può anche darci la possibilità di rispondere in modo migliore alle persone che sono irrazionalmente attaccate alle loro. Piuttosto che cercare di fargli vedere la ragione, possiamo rivolgere una preghiera a Krishna: “O Signore, cosa stai cercando di insegnarmi con questo? Come posso servirti ora?” Questa sottomissione ci rende più ricettivi alla Sua presenza e alla voce interiore. Connettersi con Lui eleva la nostra intelligenza al di sopra del nostro ego, e invece di provare a dimostrare che siamo nel giusto, proveremo a cercare la strada giusta da percorrere. Il nostro atteggiamento di servizio nei confronti di Krishna infonde dell’umiltà nel nostro dialogo con gli altri e aumenta la loro probabilità di essere più ricettivi. Nel bel mezzo di un confronto, le parole che provengono dall’ego di solito raggiungono l’ego. Al contrario, le parole che provengono dal cuore spesso toccano il cuore.

Cosa succede se non riusciamo ancora a cambiare la loro opinione? Possiamo lasciarli e andare avanti con la nostra vita. Anche attraverso una situazione di stallo, possiamo approfondire la più importante comprensione di noi stessi, ovvero che siamo servitori di Krishna, e subordinati alla Sua volontà. Crescendo in questa comprensione ci avviciniamo all’unico successo che conta davvero: la vittoria sull’ignoranza che ci tiene legati a un’esistenza materiale angosciante. Quando ci sentiamo felici nel vedere che stiamo progredendo verso il successo finale, uno stallo in un confronto di questo mondo temporaneo sbiadisce e diventa insignificante.

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