Mese: Gennaio 2018

L’importanza della compagnia di devoti elevati

Con la sua compagnia Srila Prabhupada ha compiuto dei veri miracoli

Sia che noi fossimo devoti alle prime armi oppure devoti elevati, la compagnia dei puri devoti è cruciale per il nostro progresso spirituale. I puri devoti del Signore portano il messaggio di Dio per liberare le anime cadute, e quindi l’uomo comune che è confuso dall’influenza dell’energia esterna del Signore dovrebbe avvalersi della loro compagnia.

(Srimad-Bhagavatam 3.5.4)

La natura scientifica della coscienza di Krishna

1976, Toronto – Un paramahamsa riconosce degli aspiranti devoti

Paramahamsa A.C.Bhaktivedanta Swami

Aprakrita das:

Ero fuori dal tempio insieme a mio fratello, Isavatara das e un altro devoto quando, accompagnato da alcuni dei “grandi” dell’ISKCON “di quell’epoca, Srila Prabhupada scese dalle scale e si avviò verso un’auto.

Dopo che tutti erano entrati nel veicolo, lentamente l’auto si avviò verso la nostra direzione. Mentre passava a pochi metri da dove eravamo, guardammo con grande trepidazione per dare un’ultima occhiata a Srila Prabhupada.

L’altro “pezzo grosso” nell’auto, probabilmente estasiato dalla vicinanza di un puro devoto, non sembrava averci affatto notato. Tuttavia, Srila Prabhupada, nonostante stesse guidando la vita spirituale di migliaia di discepoli in tutto il mondo, guardò e ci salutò.

Fummo all’istante sopraffatti dal suo sguardo e dal suo semplice gesto.

Ecco un paramahamsa, costantemente assorto nell’amare Krishna, che aveva notato personalmente la presenza di alcuni giovani aspiranti devoti.

Srila Prabhupada era così personale e misericordioso.

L’immagine del puro devoto di Krishna che ci ha salutato per pochi preziosi secondi ha lasciato una profonda e permanente impressione nella mia mente e nella mia vita.

Dopo tanti anni anni, posso ancora riviverla in ogni dettaglio. Tale è la potenza del puro di Sri Krishna.

(dal libro Srila Prabhupada Care Personified, compilato dal Comitato per la cura dei devoti su richiesta del corpo governativo GBC dell’ISKCON)

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Eterni e felici con Krishna, Dio la Persona Suprema

 

A.C.Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada

Dobbiamo ricevere questa conoscenza dall’autorità. Qui, è Krishna che parla. Lui è l’autorità. Noi accettiamo Krishna, la Persona Suprema. La Sua conoscenza è perfetta. Egli conosce passato, presente e futuro.

Perciò Egli sta insegnando ad Arjuna:

Mio caro Arjuna, l’anima spirituale all’interno di questo corpo è eterna.

Questo è un dato di fatto. Proprio come posso capire che io esistevo in passato, ci sono nel presente, quindi devo esserci in futuro. Queste sono le tre fasi del tempo: passato, presente e futuro.

In un altro punto della Bhagavad-gita si legge: na jayate na mriyate va kadacit (BG 2.20).

L’essere vivente non è mai nato e nemmeno muore.

‘Na jayate’ significa ‘che non nasce’; na jayate na mriyate, e non muore mai. Nityah sasvato ‘yam, na hanyate hanyamane sarire. É eterno, sasvata, esiste da sempre.; na hanyate hanyamane sarire, con l’annientamento di questo corpo, l’anima non muore.

Ciò è confermato anche nelle Upanishad, i Veda:

nityo nityanam cetanas cetananam eko bahunam vidadhati kaman

(Katha Upanishad 2.2.13).

Dio è eterno, e anche noi siamo eterni. Noi siamo parti integranti di Dio.

Proprio come l’oro e il frammento di oro; entrambi sono oro. Sebbene io sia un frammento, una particella di oro o di spirito, tuttavia io sono spirito. Abbiamo questa informazione che sia Dio che noi esseri viventi siamo eterni. Nityo nityanam; nitya significa eterno.

Qui ci sono due parole. Uno è singolare, nitya, eterno, e l’altro è plurale, nityanam. Noi siamo il plurale. Eterni plurali. Non sappiamo quale sia la composizione numerica delle entità viventi. Sono descritti come asamkhya. Asamkhya significa incalcolabili. Milioni e miliardi.

Allora qual è la differenza tra questo singolare e il plurale? Il plurale dipende dal singolare: eko bahunam vidadhati kaman.

Il Singolare Eterno sta provvedendo a tutte le necessità vitali del plurale, noi esseri viventi.

(Da una lezione di Srila Prabhupada, Pittsburgh 8 settembre 1972)

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